Alicudi

I was watching 'Dear Diary' — the film by Nanni Moretti — with a person different from me called Paola Pivi in Italy or England in a year gone by.

In the film Nanni and his friend are looking for peace and quiet and eventually find it, after many misses, on the island of Alicudi off Sicily. The extreme peace and quiet, however, once found become too much, and they miss their favourite soap opera. They eventually run away from Alicudi shouting "Television! Give us television!" Years later I watched a lot of television in Alicudi, where you can get a good, clear picture with SKY at a very reasonable price.

Watching the film, Paola said, or I said; joined together as we were it's hard to say who said; maybe it's best to say WE said; we said "Let's go to Alicudi! Let's go there! Let's go there to that place those guys just ran away from!"

Like a cartoon island, a rock sticking out of the sea, like a drawing of an island by a child, or like a planet they land on in Star Trek which looks as if it obviously can't be real, that it must be made out cardboard; looking so zingy, bright, shiny and contrasty that it looks fake, done in Photoshop — Alicudi is I think the most beautiful place I have ever been in my life. But it's made of rock, not cardboard. I know that because if you don't wear shoes to go swimming you cut your feet. Also, if Alicudi really was made out of cardboard it would have dissolved into the sea a long time ago.

On the way to Alicudi that first time we stopped for a night — on the way to Alicudi you always have to stop for a night somewhere — in Palermo and went to see the catacombs of the cappucini monks. We were very late and only had 5 minutes to see it all before closing time. To do it we had to run. I remember running at top speed with Paola and my friends Martin and Tomma through the catacombs looking desperately left and right at all of the dead people hanging on the walls in their best clothes, trying our best to see it all. It was espressi rather than cappucini. It was a good way to see it. It was that kind of delirious running which makes you laugh uncontrollably when you're doing it. I think it's good to see museums at high speed. It leaves time for other things.

You can always see Alicudi coming. Before you get there you can see it in the distance from the boat, a little blip on the horizon; and then the little blip becomes a full size blip which you can stand on. In reverse, going away from Alicudi is amazing and sad. It is not often that you can leave a place and watch it get smaller and smaller in the distance until it is gone. When I leave my place in London I turn the corner after 30 metres and my place has disappeared from view; leaving Alicudi takes hours, and hours later you can still see it there in the distance.

Alicudi is magnetic. Going there can feel very difficult, as if Alicudi and you are like two magnets of the same polarity pushing each other away — and that's not counting the sea and the way that can stop you. Then, if you make it, when you are there your magnetic charge changes and you become glued, stuck. It can feel incredibly difficult to leave. Alicudi can feel like both a sort of paradise and a sort of prison: it depends, I suppose, like everything, on your insides.

While living there, Paola and I experimented with all of the different ways of getting there to see if there was an easy way. Train from Rome to Milazzo, taxi, car ferry, walking. Ocean liner from Pesto, Liguria, to Palermo, and then aliscafo and walking. Boat from Napoli to Alicudi. Flying from London via Rome or Milan to Palermo, Catania, Reggio Calabria or Lamezia Terme. Helicopter. Whichever way you go you always end up walking up steps in the end and all of the ways to get there are difficult. From London it's easier and quicker to get to Australia.

Alicudi is a great place to watch television. We had satellite TV with all of the channels. I spent a huge amount of time watching television there. Perhaps because it's so close to nature, so peaceful and quiet. It's great to watch television in nature: television is another little force of nature. It's great to watch TV on a remote mountain in the middle of the sea. When I'm in the city I don't watch television, maybe because it is too much like the city; too similar to the city in its speed and sound and movement.

After holidaying there in 2000, we rented a house there in 2001, bought a house there in 2002, and lived there in 2003. In 2004 Paola and I split up. The dates were not planned.

The people of Alicudi helped a lot in many different ways.

© Martin Creed 2006

Alicudi

Qualche anno fa guardavo ‘Caro Diario’ – il film di Nanni Moretti – con una persona diversa da me di nome Paola Pivi, in Italia o in Inghilterra, non ricordo.

Nel film Nanni e i suoi amici cercano pace e silenzio e finalmente li trovano, dopo molti tentativi falliti, nell’isola di Alicudi poco lontano dalla Sicilia. L’estrema pace e il silenzio, comunque, a un certo punto diventano troppo forti e ai protagonisti manca la loro soap opera preferita. Scappano via da Alicudi gridando “Televisore! Dateci un televisore!”. Anni dopo ho visto molta televisione ad Alicudi dove si riceve una nitida e chiara immagine con SKY a un prezzo molto ragionevole.

Guardando il film, Paola ha detto, o io ho detto – visto che eravamo insieme è difficile dire chi lo abbia detto – forse è meglio dire NOI abbiamo detto, abbiamo detto tutti insieme “Andiamo a Alicudi! Andiamo in quel posto da cui loro sono appena scappati!”.

Come un’isola dei cartoni animati, uno scoglio che spunta dal mare, come un’isola disegnata da un bambino, o come uno dei pianeti su cui atterrano i protagonisti di Star Trek Alicudi proprio non sembra reale, sembra fatta di cartone. Così emozionante, luminosa, splendente e ricca di contrasti, Alicudi sembra finta, fatta con Photoshop: Alicudi è forse il posto più bello in cui sia mai stato in tutta la mia vita. Alicudi è fatta di roccia, non di cartone. Lo so perché se non ti metti le scarpe per fare il bagno ti tagli tutti i piedi. E poi, se Alicudi fosse stata di cartone si sarebbe già dissolta nel mare da molto tempo.

La prima volta che siamo andati ad Alicudi ci siamo fermati per una notte a Palermo – sulla strada per Alicudi ti devi sempre fermare una notte da qualche parte – e siamo andati a vedere le catacombe dei monaci cappuccini. Eravamo molto in ritardo e ci rimanevano soltanto 5 minuti per vederle tutte prima dell’orario di chiusura. Abbiamo dovuto correre. Mi ricordo che abbiamo corso attraverso le catacombe a massima velocità con Paola e i miei amici Martin e Tomma, guardando a destra e a sinistra tutte quelle persone morte che penzolavano dai muri nei loro vestiti migliori, cercando di vedere tutte le catacombe. Eravamo più espressi che cappuccini. Ma era un bel modo di vedere le catacombe. Era una di quelle corse folli che quando ci ripensi ti viene da ridere senza controllo. Penso che sia giusto vedere i musei molto velocemente. Ti lascia il tempo per fare altre cose.

Alicudi la vedi sempre mentre ti si avvicina. Prima di arrivarci la puoi vedere a distanza dalla nave: un punto minuscolo all’orizzonte e poi quel piccolo punto diventa un punto a dimensioni naturali che ci puoi salire sopra. Al contrario, andare via da Alicudi è straordinario e triste. Non capita spesso che tu possa lasciare un qualche posto e che lo veda diventare sempre più piccolo fino a che non scompare. Quando parto da casa mia a Londra giro un angolo dopo 30 metri e il mio appartamento è già scomparso dalla mia vista. Per lasciare Alicudi ci vogliono ore, e ore e ore dopo essere partito la puoi ancora vedere lontano.

Alicudi è magnetica. Andarci è molto difficile: le persone e Alicudi sono come due magneti con la stessa polarità che si allontanano – senza neanche contare che il mare e il percorso possono fermarti prima. Se riesci ad arrivarci, allora la tua carica magnetica cambia e resti come incollato, incastrato. È molto difficile lasciarla. Alicudi è un po’ come un paradiso e un po’ come una prigione: dipende, come molte cose, da come ti senti dentro.

Quando vivevamo lì, io e Paola abbiamo cercato molti modi diversi per arrivare ad Alicudi per capire se per caso ci fosse un modo più semplice di un altro. Treno da Roma fino a Milazzo, taxi, traghetto, a piedi. Nave da crociera da Pesto, Liguria fino a Palermo e poi aliscafo e poi a piedi. Battello da Napoli a Alicudi. Volo da Londra a Palermo, Catania, Reggio Calabria o Lamezia Terme via Roma o via Milano. Elicottero. Qualunque modo tu scelga per andarci alla fine devi sempre fare delle scale, alla fine ogni percorso è difficile. Da Londra è molto più facile e veloce andare in Australia.

Alicudi è un posto fantastico per guardare la televisione. Avevamo la televisione via satellite con tutti i canali possibili. Ho passato tantissimo tempo a guardare la televisione lì. Forse perché Alicudi è così vicina alla natura, così pacifica e tranquilla. È bellissimo vedere la televisione immersi nella natura: la televisione è una forza della natura. È bellissimo vedere la televisione su una montagna in mezzo al mare. Quando sono in città non guardo mai la televisione, forse perché è troppo come la città, assomiglia troppo alla città per la sua velocità e per i suoni e i movimenti.

Dopo essere stati in vacanza ad Alicudi nel 2000, abbiamo affittato una casa nel 2001, comprato una casa nel 2002, e vissuto lì nel 2003. Nel 2004 io e Paola ci siamo lasciati. Le date non erano programmate.

Gli abitanti di Alicudi ci hanno aiutato in molti modi diversi.

© Martin Creed 2006